Nel mare. Galleggio immerso per metà, il viso rivolto al sole. Solo il rumore d’un motore in lontananza. Il suono si fa ora più flebile, poi sparisce e ascolto arrivare i pensieri. Serro le palpebre e sono sulla soglia di un’altra dimensione. Qui il buio acquista nuove sfumature. Lo scenario si colora: un bagliore, altri lampi di luce. Tutto si tinge di rosso. Mi sto allontanando, non sento più neanche il mare. Il rosso si fa più intenso, ecco una venatura a spaccare il sipario. Nel campo rosso cominciano a stagliarsi mostri: una signora dai denti aguzzi con la fascia di Miss Italia, un cane lupo su una motocicletta, un calciatore della Reggina che imbraccia un fucile. Le immagini durano il tempo di un frame, non si riesce a cogliere ogni dettaglio ma quelli che restano sono inquietanti. L’armonia è interrotta, ricomincio a sentire, il mare, i bambini, il pranzo è pronto. Il sole mi solleva le palpebre, affondo e ritorno in me. Quei mostri levano l’ancora ma la loro atroce impronta resta nei miei occhi.


L’armonia è interrotta, ricomincio a sentire, il mare, i bambini, il pranzo è pronto. Il sole mi solleva le palpebre, affondo e ritorno in me. Quei mostri levano l’ancora ma la loro atroce impronta resta nei miei occhi. Una mano scivola sul ventre bianco del cavallo, solcando le increspature come onde. L’animale è fermo, mansueto, ascolta la pressione, parla con le vibrazioni del suo corpo. La mano femminile segue rotte epidermiche decise dal cavallo: lo capisci che ci sono, ti puoi fidare, ora siamo insieme, si dicono. Il cavallo si chiama Kojak, la mano è di Matilde Lauria. Ecco che il cavallo ora ciondola in discesa, la strada è ripida e non bisogna incrociare i suoi passi: soprattutto mai stargli dietro, dicono. E’ una calda giornata estiva, si sente lontano il rumore del mare e delle spiagge affollate. Al Centro Ippico Montenuovo di Arco Felice ci sono poche macchine parcheggiate, due madri che guardano le rispettive figlie durante l’allenamento, le vacanze dietro l’angolo. Kojak è accompagnato verso il recinto da Alfonso Beatrice, maestro di equitazione, e da Matilde. Matilde Lauria ha 59 anni, è un’atleta paralimpica sordocieca. Alle paralimpiadi di Parigi 2024 ha fatto parte della squadra italiana di judo. «Sono Matilde, eccomi».
